rassegne 2017

Quattro passi con georges

Venerdì 6 aprile 21.30

Monsieur Hire 

Un film di Patrice Leconte. Con Sandrine Bonnaire, Michel Blanc, André Wilms, Luc Thuillier. Giallo, durata 80 min. - Francia 1989.

Sottotitolato in italiano

 

Parigi. Il sarto Hire (Michel Blanc), il cui hobby principale è spiare la vicina di casa Alice (Sandrine Bonnaire), viene sospettato dell'omicidio di una giovane donna, soprattutto a causa del suo comportamento anomalo e inquietante in società. Amare sorprese in agguato.

 

Tratto dal romanzo Il fidanzamento del signor Hire di Georges Simenon, un dramma a sfondo giallo che è anche il remake di Panico (1946) di Julien Duvivier. È un circolo di weirdos quello che abita il film di Patrice Leconte: insieme al protagonista (Michel Blanc è perfetto nel dare forma lugubre e conturbante al Monsieur Hire, spaventoso anche quando gioca semplicemente a bowling senza mancare uno strike), con la sua passione per le cavie da laboratorio e l'avversione verso i bambini del vicinato, c'è anche l'ispettore di polizia (André Wilms) e la sua strana fissazione, nonché Alice (Sandrine Bonnaire), oggetto del desiderio dello sguardo lontano e morboso di Hire. Più che sul preconcetto e sull'emarginazione, il tratteggio di Leconte si concentra hitchcockianamente sul guardare e sull'essere guardati. Al di là della svolta narrativa del giallo, la regia gioca sulla distanza dell'immagine spiata e sull'impossibilità di catturarla per sempre: l'eccitazione non può essere soddisfatta nella realtà come nell'immaginazione (o nel cinema), poiché esse non coincidono mai. Asciutto, rigoroso, appena minato da un ritmo non certo esuberante: in assoluto, una delle opere più riuscite di Leconte. Musiche di Michael Nyman, che donano enfasi all'azione accennata e trattenuta; fotografia di Denis Lenoir.

 

Venerdì 13 aprile 21.30

A Londoni Ferfi

Regia di Béla Tarr. Un film con Miroslav Krobot, Tilda Swinton, Ági Szirtes, János Derzsi, Erika Bok, Gyula Pauer.  Francia, Germania, Ungheria, 2007, durata 139 minuti. Sottotitolato in italiano

 

Il film è tratto da un romanzo di Georges Simenon. Il figlio dello scrittore ha detto in proposito: "Le vite di alcuni personaggi creati da mio padre non sono facili da trasporre in un film o in televisione. Questo vale anche per L'Homme de Londres perché la macchina da presa aspira a seguire la suspense che ha luogo nella mente del protagonista e l'impresa sembra impossibile. Bela Tarr ne ha fatto un esercizio di stile che mi ha toccato nel profondo". In effetti tutti i film del regista ungherese sono esercizi di stile. Primo fra tutti Satantango, suo capolavoro della durata fiume di 7 ore e mezzo. Ma lì, come in altre sue opere, era presente una ricerca cinematografica destinata a un ristretto pubblico di cinefili ma ricca di creatività e di senso. In questo The Man from London c'è invece la sterile applicazione di uno stile a un testo altrui. Si ammirano pertanto i lentissimi movimenti di macchina da un punto di vista estetico,

 

Tre aggettivi. Inquietante, lento, rigoroso. Un film speciale, dove il bianco e nero aumenta la suspence della trama che viene svelata lenta, lentissima, accompagnata da una musica triste ma melodiosa, struttura portante del film stesso. Un addetto agli scambi di una piccolissima stazione ferroviaria di smistamento vede due uomini litigare. Un valigia misteriosa finisce in mare e ciò inquieta le giornate che seguiranno. Il dubbio: cosa c'è nella valigia? Bisogna recuperarla? La Polizia verrà a sapere e arriveranno guai? Il protagonista regge tutto il peso del film, il suo viso parla per lui, potrebbe anche non esprimersi, se non fosse che il commissario dubita qualcosa e vuole delle risposte... Da vedere senza interruzioni, nonostante la lentezza delle sequenze metta a dura prova lo spettatore. Una pellicola che mostra nel rigore delle inquadrature un regista maniaco della perfezione. Una delle sequenze più affascinanti è all'inizio, con la telecamera che inquadra dal punto di vista del protagonista i movimenti delle persone che scendono dalla nave per salire sul vagone ferroviario.  

 

Venerdì 20 aprile 21.30

La Chambre Bleue

Regia di Mathieu Amalric. Un film con Mathieu Amalric, Léa Drucker, Stéphanie Cléau, Mona Jaffart, Laurent Poitrenaux. Francia, 2014, durata 75 minuti. Sottotitolato in italiano

 

Julien e Esther s'incontrano in una camera d'hotel tappezzata di azzurro, per amarsi appassionatamente e scambiare qualche parola dopo l'amplesso. Un dialogo senza impegno, o almeno così crede Julien. Di fronte alle domande del commissario di polizia, però, non ne è più sicuro. Arrestato per l'omicidio del marito di Delphine, che forse non ha mai commesso, Julien scopre che ricordare può essere un'azione complessa, che le immagini affiorano prepotenti, si accavallano, si ripetono e possono farsi rapidamente materia di ossessione.

Amalric è un uomo di cinema, in senso ampio, e ha visto bene quanto cinema si nascondeva tra le pagine di questo Simenon, nella sostanza stessa del racconto. Coraggiosamente, ha cercato tutt'altro soggetto e tutt'altro stile rispetto alla precedente e riuscita esperienza di regia, Tournée, e ha fatto bene. Ma Amalric è anche un ottimo attore, uno dei migliori della sua generazione, e si è giustamente regalato un ruolo dei più intriganti e sofisticati, quelli in cui la direzione di un solo sguardo, un gesto delle mani, un moto di insofferenza, raccontano e confondono, creano da soli il mistero. Julien infatti è confuso, prima dalla donna, dal suo magnetismo, poi dalle conseguenze di quei pochi incontri, disorientanti, abnormi, definitive. Amalric recita un personaggio che recita a sua volta, indossa la nudità dell'amante, i calzoncini da spiaggia del bravo marito, l'apprensione del padre di famiglia, la paura, l'orrore muto. Al suo fianco, Lea Drucker, è una scelta poco scontata, quasi sorprendente, di sicuro apprezzabile.

Pialat, Téchiné, Chabrol, persino i Dardenne: tanti hanno immaginato la Camera Azzurra senza poi passare all'azione. La trasposizione di Amalric porta in sé qualcosa del L'inferno di Chabrol, oltre che evidentemente del La signora della porta accanto (tanto Clouzot che Truffaut erano, d'altronde, grandi estimatori di Simenon), ma predilige un registro più freddo, contenuto, geometrico.

 

 

Venerdì 27 aprile 21.30

BETTY

Regia di Claude Chabrol. Un film con Marie Trintignant, Stéphane Audran, Pierre Vernier, Jean-François Garreaud, Yves Lambrecht. Francia, 1992, durata 104 minuti. Sottotitolato in italiano

 

Una notte Betty Marie (Marie Trintignant), disperata e ubriaca, giunge al bar “Le Trou” (La Buca): caduta in uno stato di incoscienza, verrà accolta e accudita dall'amante del proprietario del locale, Laure (Stéphane Audran), alla quale racconterà il suo passato di tormenti.

Dopo I fantasmi del cappellaio (1982), Claude Chabrol torna ad adattare un racconto di George Simenon, Betty. Da sempre votato ai soggetti femminili controcorrente e disinibiti, il regista francese traspone con sguardo esperto e intrigante la materia letteraria attraverso il flashback, rendendolo un motore che porta indietro la narrazione per poi riportarla al presente e predirne il futuro, come un destino amaro già scritto non tanto nella dubbia moralità della protagonista, quanto nell'essere donna, nella femminilità prima negata e poi dannata. Betty – una Trintignant col volto segnato dal trucco, dal fumo e dall'alcool, ma ancora ammaliante – si confida narrando: parole e visioni si confondono, mentre l'ascoltatrice/spettatrice Laure diviene vittima inconsapevole della ribellione sociale e sessuale di Betty. Proprio come in Le cerbiatte (1968) e nei successivi titoli con Isabelle Huppert, l'affermazione dell'identità femminile viene meno, ma fa in tempo a scardinare e rompere l'ordine borghese in cui è inserita, mascherandosi con atteggiamenti maschili (il tradimento, i vizi) e arrivando all'auto-esclusione dalla società. Purtroppo, nonostante un materiale di partenza di gran valore, la costruzione narrativa risulta piuttosto ostica e spesso macchinosa; ma, anche grazie alla giusta dose di prurigine, resta un film assolutamente chabroliano, che piacerà più ai fan del regista che agli altri spettatori

This is Britain

Venerdì 2 febbraio 21.30

Control

Un film di Anton Corbijn. Con Sam Riley, Samantha Morton, Alexandra Maria Lara, Joe Anderson, James Anthony Pearson. Biografico, b/n durata 122 min. - USA 2007.

Sottotitolato in italiano

 

Corbijn riparte dal suo lontano debutto fotografico, narrando la vita di Ian Curtis in un bianco e nero sgranato, dai contrasti lirici ed evocativi. Una lucida monocromia che non è solo consona allo stile del regista, ma tipica di quell’epoca di sperimentazioni musicali, essendo in bianco e nero praticamente quasi tutte le immagini legate alla band.

 

Venerdì 9 febbraio 21.30

England Is Mine

Regia di Mark Gill. Un film con Jessica Brown Findlay, Jodie Comer, Jack Lowden, Peter McDonald, Laurie Kynaston. Genere Biografico - Gran Bretagna, 2017, durata 94 minuti.

Sottotitolato in italiano

England is mine è l’esordio nel lungometraggio del regista e produttore inglese Mark Gill, candidato all’Oscar per il suo cortometraggio The Voorman Problem (2011), un bio pic non autorizzato – che si ispira al libro di Morrissey Autobiography (2013) – che gioca sull’atmosfera e la ricostruzione del colore di quel tempo. Interpretato da Jack Lowden, tra i protagonisti di Dunkirk di Christopher Nolan, Steven finisce per impersonare la storia dei talenti in cerca d’espressione, in un coming of age legato alla vocazione artistica. In pochi, ovviamente, riescono così bene nella realtà, ma il film di Gill sembra toccare anche i tanti, rimasti fuori campo, che ci hanno provato. Perché, in fondo, conta il caso, e solo a una persona è capitato di aprire la porta e sedersi a suonare con Johnny Marr.

 

Venerdì 16 febbraio 21.30

Sing Street

Un film di John Carney. Con Lucy Boynton, Maria Doyle Kennedy, Aidan Gillen, Jack Reynor, Kelly Thornton. «continua Ferdia Walsh-Peelo, Lydia McGuinness, Kyle Bradley Donaldson, Mark McKenna, Ian Kenny, Ben Carolan, Percy Chamburuka     durata 106 min. - Irlanda 2016.

Sottotitolato in italiano

Mentre il Brit pop esplodeva nel mondo e Londra era the place to be, gli adolescenti e i giovani irlandesi si sentivano inevitabilmente periferici. L'unico sogno era salpare verso la costa inglese e farsi inghiottire dalle bancarelle e dai pub affollati di Camden Town. In quell'atmosfera decadente ma sognatrice, il dublinese John Carney aveva pressappoco la stessa età di Conor. Facile credere che quella chitarra acustica che il ragazzo armeggia ancora insicuro come strumento per non sentire i genitori litigare fosse simile alla sua, così come sua fosse la passione consapevole per il rock esibita da Brendan, il fratellone "filosofo".

 

Venerdì 23 febbraio 21.30

Spike Island

Un film di Mat Whitecross. Con Emilia Clarke, Antonia Thomas, Matthew McNulty, Lesley Manville, Philip Jackson. «continua Michael Socha, Don Gayle, Andrew Knott, Elliott Tittensor, Nick Blood,durata 105 min. Gran Bretagna 2013 Sottotitolato in italiano

 

L'estate del 1990 sta per avvicinarsi, le scuole stanno per chiudere e cinque sedicenni di Manchester, venuti a conoscenza della notizia del concerto dei Stone Roses a Spike Island, sono pronti a tutto pur di vedere i loro miti esibirsi sul palco. Durante il viaggio verso Spike Island e nel corso delle 72 ore che trascorreranno insieme, i cinque ragazzi vedranno la loro amicizia e il loro futuro messi a dura prova.

 

 

Venerdì 2 marzo 21.30

Hector

Un film di Jake Gavin. Con Peter Mullan, Keith Allen, Natalie Gavin, Sharon Rooney, Sarah Solemani.

durata 87 min. - Gran Bretagna 2015

 Sottotitolato in italiano

Hector McAdam si sta imbarcando nel suo viaggio annuale dalla Scozia verso un rifugio per senzatetto londinese, dove lo aspettano l'allegria natalizia e una cena a base di tacchino. Ma, sapendo che potrebbe essere l'ultima volta, decide di riannodare i fili del passato e ritrovare quanti ha abbandonato. Non è facile vivere senza una casa, ma Hector è forte e sa accettare le persone, e la vita, per ciò che sono. Sperimenta l'amicizia e la gentilezza, la delusione e la crudeltà, il disagio e la gioia. La sua odissea attraverso il paese è costellata di incontri casuali, compagni vecchi e nuovi che hanno bisogno del suo sostegno tanto quanto lui ha bisogno del loro

 

Venerdì 9 marzo 21.30

Pride

Un film di Matthew Warchus. Con Bill Nighy, Imelda Staunton, Dominic West, Paddy Considine, George MacKay. durata 120 min. - Gran Bretagna 2014.

Sottotitolato in italiano

 

Londra, 1984. Joe partecipa tra mille timidezze e ritrosie al Gay Pride e si unisce alla frangia più politicizzata del corteo, già proiettata sulla successiva battaglia in difesa dei minatori in sciopero contro i tagli della Thatcher. Guidati dal giovane Mark, i LGSM (Lesbians and Gays Support The Miners) cominciano il loro difficile percorso di protesta, che li conduce in Galles, nella remota comunità di Dulais. Superata l'iniziale ritrosia, tra attivisti gay e minatori nascerà una sincera amicizia e un'incrollabile solidarietà umana.

 

 

 

 

Venerdì 16 marzo 21.30

Northern Soul

Un film di Elaine Constantine. Con Steve Coogan, Elliot James Langridge, Josh Whitehouse, Lisa Stansfield, James Lance., durata 102 min. - Gran Bretagna 2014.

 Sottotitolato in italiano

Il film è ambientato in un night club degli anni Settanta, in cui nacque la musica underground che investì come una tempesta la scena musicale dell'Inghilterra del North-West. Matt e John, adolescenti della classe operaia innamorati della Black Music americana,inseguono il sogno di viaggiare negli Stati Uniti e diventare DJ della musica che più amano, il Norhern Soul. Tra musica e droghe, la loro amicizia sarà messa a dura prova.

 

Venerdì 23 marzo 21.30

SOULBOY

Un film di di Marcus Shimmy Con Alfie Allen, Brian McCardie, Craig Parkinson, Felicity Jones, Huey Morgan , Jo Hartley.  Gran Bretagna Anno: 2010 Sottotitolato in italiano

 

Stoke-on-Trent, 1974. In un’Inghilterra sconvolta da una grave crisi politica e da violenti scontri sociali, Joe è intrappolato in una vita monotona, finché non conosce Jane che gli apre le porte del Wigan Casino, patria del northern soul. Per Joe il mondo sembra finalmente rivelarsi al ritmo di una musica che è già simbolo di una cultura; grazie a Mandy, che lo istruisce nel ballo e lo introduce al nuovo stile di vita, diventa presto un vero soul boy. Sempre più affascinato e immerso nell’universo del Wigan Casino, Joe si troverà a dover affrontare l’ambiguo rapporto creatosi con Jane e Mandy.

 

«Per me la grande musica, come il grande cinema, dev’essere un percorso di scoperta. SoulBoy è una sorta di viaggio per Joe McCain. Rappresenta il suo momento, come quando, durante l’adolescenza, tutti noi scopriamo una scena, una sonorità, un posto al quale finalmente sentiamo di appartenere. Questa musica diventa la colonna sonora degli anni migliori della nostra vita e, se si tratta del northern soul, direi che non poteva andare meglio di così».

Venerdì 30 marzo 21.30

Tyrannosaur

 Un film di Paddy Considine. Con Peter Mullan, Olivia Colman, Eddie Marsan, Paul Popplewell, Ned Dennehy. durata 91 min. - Gran Bretagna 2011. Sottotitolato in italiano

 

Joseph è un uomo solo divorato da una rabbia che lo spinge ad agire anche contro chi ama. Un giorno, reduce da un ennesimo scontro, cerca asilo nel negozio di Hannah, una devota cristiana che non può fare altro che dirgli che pregherà per lui. Joseph è disperatamente ateo ma le parole di Hannah lo toccano e lo spingono a tornare a cercarla. Pur non riuscendo a trattenersi dall'offenderla capisce che anche lei nasconde un dolore profondo.

Paddy Considine, attore britannico che ha lavorato con registi del calibro di Jim Sheridan e Ron Howard affronta la sua prima regia di un lungometraggio riuscendo con grande sensibilità ad inserirsi in quel filone di cinema inglese che affronta la brutalità della vita con forti accenti di verità. ………………Porta sullo schermo tre solitudini originate da cause differenti ma unite da una sorta di ineluttabilità che va al di là del contesto sociale. Joseph, Hannah e suo marito James provengono da classi socioculturali profondamente diverse ma tutti e tre si ritrovano a combattere contro il demone della violenza. Considine costruisce attorno ai suoi protagonisti (le interpretazioni di Mullan, Colman e Marsan sono eccellenti e per gli ultimi due lontane dai ruoli in cui il pubblico li ha visti agire finora) un film in cui la tensione è continua. Le poche pause di apparente quiete preludono sempre a un'esplosione di rabbia. Sia essa quella esibita del patrigno del ragazzino che abita di fronte a Joseph oppure quelle a malapena represse di chi sopravvive a se stesso, in Tyrannosaur (titolo che riceve una spiegazione nell'ultima parte del film) la serenità del vivere è negata. Lo è nella barba malfatta e nello sguardo annebbiato dall'alcol di Joseph così come nella sublimazione nella fede da parte di Hannah o nella brutalità di James. Questo però non significa che Considine neghi una possibilità di riscatto. Ha solo realisticamente la consapevolezza di quanto sia complesso e difficile combattere una guerra quando il nemico si presenta ogni giorno guardandosi allo specchio e ne trae le amare conseguenze. 

 

SCAMPIAFELIX -VENERDI 23 GIUGNO 21.30

Il titolo che abbiamo scelto è "Scampia Felix" perché in questo documentario abbiamo voluto raccontare una storia di Scampia (periferia nord di Napoli) che affonda le sue radici nella fertilità rurale del luogo, una storia nata un trentennio fa, quando Felice Pignataro (per più di uno "Felix") e il GRIDAS (Gruppo risveglio dal sonno, all'epoca una delle poche realtà vive di quella che era la nascente Scampia) diedero vita a un carnevale di quartiere. 

Un corteo di carnevale come occasione per "un recupero della manualità, che a scuola non si vada solo con la testa, ma anche con le mani; per stabilire e mantenere almeno una tradizione popolare che sia anche contributo all'identità del quartiere; per esercitare la creatività applicata ai casi quotidiani della vita; per stabilire un rapporto fra scuola e territorio, esibendo all'esterno, in corteo per le strade, ciò che si è prodotto a scuola, e usando il territorio come teatro; per educare al riciclaggio di materiali di risulta o di scarto, stoffe, giocattoli vecchi, cartoni da imballaggio, ecc. " (cit. bando di carnevale del GRIDAS). 

Un corteo di carnevale che è cresciuto nel tempo diventando davvero grande, perché, in oltre trent'anni, sono aumentate le realtà associative, più o meno organizzate, che rendono viva Scampia e che, in qualche modo, seguono le tracce lanciate da Felice. 

Un corteo di carnevale che, nel mantenere salde le proprie radici con le prime edizioni, è cresciuto e mutato arricchendosi di significati e peculiarità. 

Un corteo di carnevale che ha contaminato nuove realtà in altri quartieri di Napoli e provincia ispirando un Coordinamento che da diversi anni collega cortei cittadini, nati dal basso e strettamente legati ai propri territori di riferimento, con le proprie peculiarità, ma accomunati dallo stesso spirito di rivalutazione del carnevale come momento di festa e protesta e come uso delle maschere in funzione di critica sociale. 

"Scampia Felix" tenta di offrire uno spaccato, attraverso la preparazione del corteo di carnevale di Scampia, delle varie anime che collaborano insieme per costruire questo momento collettivo di lotta corale, ciascuno apportando le proprie peculiarità di un lavoro che perdura nel quotidiano e che costituisce la fervida vitalità del quartiere Scampia. 

Il film è prodotto dal GRIDAS.
In coproduzione ci sono SMK Videofactory (www.smkvideofactory.com) e il collettivo FrameOff (www.frameoff.it), di cui fa parte il regista Francesco Di Martino, che ha già collaborato con il GRIDAS presentando insieme alcuni lavori volti a raccontare storie e persone relegate ai margini delle nostre società.
Quando il lavoro sarà terminato sarà diffuso online e sui territori tramite OpenDDB (www.openddb.it), la prima rete distributiva di documentari, musica e libri autoprodotti in Europa. 

NOVEMBRE

da venerdi 8 novembre a venerdi 20 dicembre

 

Original sound sottotitolato in italiano

 

Prima proiezione 18.30

Apericinema       20.00

Proiezione corto 21.00

Ultima proiezione     21.30

 

Venerdì 8 novembre

18.30  Sunset Limited 

Un film di Tommy Lee Jones. Con Samuel L. Jackson, Tommy Lee Jones, , durata 91 min. - USA 2011

Due estranei, senza punti in comune tra loro, si confrontano drammaticamente. Il Bianco (Tommy Lee Jones) e il Nero (Samuel L. Jackson) sono senza nome, distinti solo dal colore della pelle. Sono chiusi in casa e discutono, si scontrano sul significato delle sofferenze umane e sull'esistenza di Dio 

21.00 corto d’autore 

21.30   C.O.G. 

Un film di Kyle Patrick Alvarez. Con Casey Wilson, Denis O'Hare, Dean Stockwell, Jonathan Groff, Corey Stoll.88’, - USA 2013

Un giovane presuntuoso si trasferisce in Oregon per lavorare in una fattoria dove si coltivano mele. Al di fuori del suo contesto cittadino abituale, grazie alla nuova esperienza e alle persone che incrocerà nel suo cammino, muterà profondamente il proprio stile di vita e le proprie convinzioni.

 

. VENERDÌ 15 novembre

18.30  THE VICIOUS KIND 

Un film di Lee Toland Krieger. Con Adam Scott, Brittany Snow, J. K. Simmons, Alex Frost, Bill Buell. «continua Vittorio Brahm, Alysia Reiner, Kate Krieger, Jordan Berkow, Emily Jo Commedia, - USA 2009.

Il rapporto tra due fratelli, un padre che cerca di connettersi con i suoi figli e la giovane donna che si intromette tra loro tre. La storia inizia quando Caleb Sinclaire prende a malincuore il suo fratello Peter al college e lo porta a casa per la festa del Ringraziamento con la sua nuova fidanzata Emma. Caleb, che di recente ha rotto con la sua fidanzata di lunga data diffida dei rapporti e avverte Peter che Emma finirà per fargli male, ma lui non può fermare l'attrazione che prova per lei. Mentre l'infatuazione di Caleb per Emma cresce, deve decidere se seguire i suoi sentimenti o proteggere il primo amore di suo fratello 

21.00 corto d’autore 

21.30   MUD

Un film di Jeff Nichols. Con Reese Witherspoon, Matthew McConaughey, Michael Shannon, Sarah Paulson, Sam Shepard, durata 135 min. - USA 2013.

Due quattordicenni (Ellis e Neckbone) che vivono sulle rive del Mississippi, scoprono un giorno su un'isola, Mud, un uomo che cerca di sfuggire da chi lo sta cercando per ucciderlo. Mud è da sempre perdutamente innamorato di Juniper che ora vive nella zona e con la quale spera di fuggire. L'unica sua speranza è quella di riuscire a far scendere, dai rami di un albero, una barca per poi fuggire con la donna. I ragazzi decidono di aiutarlo, correndo non pochi rischi.

 

Venerdì 22 novembre

18.30  YOUTH IN REVOLT 

Un film di Miguel Arteta. Con Zach Galifianakis, Michael Cera, Justin Long, Steve Buscemi, Ray Liotta. durata 90 min. - USA 2009

Nick Twisp è un adolescente che ama Sinatra e Fellini e teme di non riuscire mai a perdere la verginità. La madre vive con un tipo strano (che poi verrà sostituito da un polziotto) mentre il padre ha una relazione con una giovane tutta curve. Un giorno, in seguito a una specie di vacanza in un camper malandato, conosce una ragazza di 'buona famiglia', Sheeni. Se ne innamora all'istante ma lei ha già un partner che scrive poesie futuriste. Che fare? Forse costruendosi un alter ego da duro Nick potrebbe raggiungere l'obiettivo. Eccolo allora sdoppiarsi in François che ha i baffetti come un Alain Delon d'annata e suggerisce metodi spicci. Nick entra in azione e gli effetti saranno in più d'un'occasione devastanti. 

21.00 corto d’autore 

21.30   SCENIC ROUTE 

Un film di Kevin Goetz, Michael Goetz. Con Josh Duhamel, Dan Fogler, Miracle Laurie, Christie Burson, Peter Michael Goetz. continua» Jamie Donovan, Ethan Maher, Joshua P. Cha - USA 2013

Una coppia d'attori insolita ha firmato per un progetto che potrebbe beneficiare alle carriere di entrambi. Si tratta di Josh Duhamel e Dan Fogler, che interpreteranno il nuovo film diretto dai registi Michael e Kevin Goetz. Scritta dalla sceneggiatore dell'apprezzato Mr. Beaver, Scenic Route racconta la storia di due amici per la pelle che partono per un viaggio. D'un tratto, persi nel deserto, i due iniziano a rendersi conto che forse non si salveranno mai, di conseguenza iniziano a picchiarsi l'un l'altro. Non è ancora chiaro se si tratti di una commedia dai toni noir o se c'è un tema più drammatico in profondità, ma Duhamel e Fogler sembrano essere la premessa perfetta per una produzione interessante 

 

 

 

 

 

VENERDÌ 29 novembre

18.30  LIFE DURING WARTIME  

film di Todd Solondz. Con Shirley Henderson, Ciarán Hinds, Allison Janney, Michael Lerner, Chris Marquette., durata 98 min. - USA 2009

Dieci anni dopo essere andata in frantumi, la famiglia Jordan sta ancora riassemblando i pezzi. Joy, messa in crisi dai problemi del marito Allen, va in Florida a cercare il consiglio della madre e delle sorelle: Trish, alle prese con tre figli e un nuovo incontro e Helen, incapace di trovare agio nel successo raggiunto a Hollywood. Nel frattempo, Bill, il marito di Trish, condannato per abuso di minori, esce dal carcere e si mette alla ricerca del figlio maggiore, Billy, per assicurarsi che non sia come lui, mentre il minore, Timmy, cerca di capire cos'è un uomo e qual è il confine tra amore e violenza. 

21.00 corto d’autore 

21.30   DARK HORSE

Un film di Todd Solondz. Con Justin Bartha, Selma Blair, Zachary Booth, Mia Farrow, Jordan Gelberdurata 84 min. - USA 2011.

Abe è un bambinone trentenne, che colleziona action figures dei fumetti e lavora nell'ufficio del padre, dove la segretaria lo coccola e lo solleva da qualsiasi responsabilità, proprio come fa la madre tra le mura domestiche. In occasione di un matrimonio, Abe conosce per caso Miranda, una bella ragazza ancora sotto il tetto parentale, che dopo solo un paio di incontri accetta clamorosamente di sposarlo. Ma questo è un film di Todd Solondz e i giovani non sono carini e non finiscono felici e contenti come a Hollywood.